Tempo di Quarantena e Compleanno nostrano

La vita è un naufragio, ma non dobbiamo dimenticare di cantare nelle scialuppe di salvataggio.” Voltaire


E’ stato un compleanno di certo alternativo, considerando che avrei dovuto esser a Parigi..Ebbene, in realtà sono stata DAVVERO felice di esser dove mi trovavo (prima foto- con occhi stropicciati, capelli scapigliati, tuta sponsored by @seashepherd, no trucco da che mi ricordi e nel letto di casa mia) perché alla fine è proprio dove avrei dovuto essere, travolta da affetti, messaggi e chiamate (di molte inaspettate), pensieri da tutto il mondo e una gioia di casa che non provavo da tanto. Ebbene, tra l’incertezza di passare a festeggiare (in un momento dove tutto si vuol fare fuorché festeggiare) in giardino o in cucina, beh, io ho capito davvero che la felicità è cosa preziosa e che nonostante tutto io mi sento così grata e così serena. Certo magari preoccupata, giustamente e tristemente preoccupata, ma non voglio mai perdere di vista quanto bello sia sentirsi a casa, valorare il tempo che prima era cosa così scontata, non fissare forsennatamente l’orologio, godersi quegli attimi semplici che sono diventati il vero senso del tempo, quello del cuore e digli affetti veri, e del mio personale Stare.
Travolta da un calore semplice che mi ha rimosso ogni paura. Ancora una volta lo riconosco: e’ il calore dell’Amore che mi circonda e che e’ sempre stato lì.
Non so cosa sarà di tutto questo, oggi mi va di ringraziarvi uno ad uno per il tempo dedicato a farmi un augurio, in un momento così delicato per tante troppe persone. Ma di una cosa sono certa: ci penserò mille volte quando sarò insieme a qualcuno prima di dire “va beh ma c’è tempo..” e via andare, di correre all’ impazzata senza fermarmi un attimo, di fantasticare di essere sempre altrove. Oggi finalmente imparo a Stare, con gli affetti più cari (vedi seconda foto), e riesco a focalizzarmi solo sul Presente. Speriamo che tutto questo passi per potervi abbracciare ad uno ad uno come se non l’avessi fatto mai.
Torneremo a respirare a pieni polmoni il vento dal finestrino andando incontro a terre sconosciute? (Terza foto)
Io voglio pensare di sì e che sarà tutto ancora più sentito, con una consapevolezza nuova e non scontata: ogni momento va gustato per quello che e’, non per quello che dovrebbe essere.
Un abbraccio virtuale a tutti, specialmente a chi ha perso qualcuno in un momento così surreale. 💙


” A ogni passo del suo cammino Siddharta imparava qualcosa di nuovo, poichè il mondo era trasformato e il suo cuore ammaliato. Vedeva il sole sorgere sopra i monti boscosi e tramontare oltre le lontane spiagge popolate di palme. Di notte vedeva ordinarsi in cielo le stelle, e la falce della luna galleggiare come una nave nell’azzurro. Vedeva alberi, stelle, animali, nuvole, arcobaleni, rocce, erbe, fiori, ruscelli e fiumi; vedeva la rugiada luccicare nei cespugli al mattino, alti monti azzurri e diafani nella lontananza; gli uccelli cantavano nelle risaie. Tutto questo era sempre esistito nei suoi mille aspetti variopinti, sempre erano sorti il sole e la luna, sempre avevano scrosciato i torrenti e ronzato le api, ma nel passato tutto ciò che non era stato per Siddharta che un velo effimero e menzognero calato davanti ai suoi occhi, considerato con diffidenza e destinato a essere trapassato e dissolto dal pensiero, poichè non era realtà: la realtà e era al di là delle cose visibili. Ma ora il suo occhio libero s’indugiava al di qua, vedeva e riconosceva le cose visibili, cercava la sua patria in questo mondo, non cercava la “Realtà”, nè aspirava ad alcun al di là. Bello era il mondo a considerarlo così: senza indagine, così semplicemente, in una disposizione di spirito infantile. (..)
(..) Tutto ciò era sempre stato, ed egli non l’aveva mai visto: non vi aveva partecipato. Ma ora si, vi partecipava e vi apparteneva.
Luce e ombra attraversavano la sua vista, le stelle e la luna gli attraversavano il cuore”.

Kamala, “Siddharta”-Herman Hesse
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