Eppure te ne sei andato Ulisse…

Eppure tu te ne sei andato,
Ulisse,
lasciando qui sull’Isola un amore di donna inconsolato
un figlio appena divezzato, che scorderà il tuo sguardo
Hai scelto la tua conoscenza, i sogni incandescenti,
le voci di sirena e i nubifragi…
cercando per il mondo la formula segreta della felicità.
Re, scaltro avventuriero, d’ingegno simile a nessuno
credi forse di colorare la tua esistenza col molto tuo sapere?
e di segreti hai piena l’anima e di mille cose mai dette ad alcuno.
E serbi forse dentro te la melanconica immagine di ciò che hai lasciato ad Itaca
e di ciò che lascerai lasciando questa vita.
Qualcuno aspetta il tuo ritorno,
facendo e disfacendo ogni giorno i sogni intessuti in questo tempo
mentre che tu, correvi controvento incontro alle tue sirene
eppure non ti riconoscerà che un cane quando tornerai..
perché ciò che tu sei val più di ciò che sai
Troppe lacrime spese… troppi mari attraversati..
Eppure tu sei un navigante
sai leggere i misteri nel cuore d’un passante.
La vita scorre Ulisse, come l’acqua del tuo mare
e prima o poi tu ti dovrai fermare…
Il meglio del tuo tempo l’hai regalato al mondo
e il mondo ti ha donato l’immane sua sapienza
presto ora chiudi tutto in un cassetto prima che te lo porti via
folle la morte impavida e guerriera
prima che questa sera Penelope dimentichi chi sei
prima che siano vani gli anni tuoi
e giunga il fato a farti prigioniero, mandato dagli dei.
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La Vita di Pi – Ang Lee

“In ogni essere vivente si nasconde una dose di follia che scatena comportamenti bizzarri, a volte inspiegabili. Questa follia può costituire un’ancora di salvezza: è parte integrante della capacità di adattamento. Senza, nessuna specie al mondo sopravviverebbe.”

“Io penso che la vita non sia altro che un atto di separazione, ma la cosa che crea più dolore è non prendersi un momento per un giusto addio.”

Film straordinario, che mi riporta a tante innumerevoli considerazioni: sul senso della vita, sull’improvvisazione, sulla sopravvivenza, sul distacco, sulla brutalità e sulla ferocia della vita, ma anche sulla sua assoluzione  e clemenza, sul rapporto uomo-natura, sulle coincidenze di percorso e sul definitivo abbandono.

Com’è possibile, dopo aver convissuto con qualcuno i nostri pensieri, le nostre paure più profonde, le intimità, le risate e le complicità che un rapporto intenso presuppone, che due vite si dividano per sempre, lasciando dietro una scia di inevitabili ricordi destinati a sfumare lentamente nel vuoto?

A questa domanda non riesco ancora a darmi una risposta, eppure mi consola pensare che certi incontri, intensi o meno che siano, facciano davvero parte di un disegno cui ci è negato conoscere.

Vivere e abbracciare qualsiasi cosa, questo forse è il vero senso dell’esistenza.

 

 “L’incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse è semplicemente stupida fame di vita.”

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