Lavapiés, il mondo in un Barrio

Metro Lavapies, Madrid
Metro Lavapies, Madrid

Vivere a Madrid significa vivere un po’ in tutto il mondo.

Il melting pot che si ritrova passeggiando nelle sue grandi strade non ha mai smesso di meravigliarmi.

Non esiste giorno, minuto, momento, in cui dai locali e dall’irrefrenabile andirivieni quotidiano cittadino non avvenga qualcosa di magico, di nuovo, di diverso.

Si, perché la diversità a Madrid riveste un ruolo di tutto rispetto, e se dovesse essere riassunta  in un altro nome, verrebbe senz’altro chiamata “Lavapiés”.

Non mento: se già il melting pot e lo stravagante è cosa ben cara a Madrid, se avrai la fortuna, come è accaduto a me, di vivere nel quartiere alternativo di Lavapiés, la meraviglia sarà di casa.

StreetArt, Lavapies
StreetArt, Lavapies

Porzione amministrativa dello stesso ordinamento dei vicini Chueca, Las Letras o Malasaña, il quartiere- barrio- di Lavapiés prende il suo nome da una strada, una piazza e dalla stazione della metro.

Si racconta che fino al XV secolo Lavapiés sia stato il quartiere ebraico di Madrid e che, passeggiando casualmente per una delle sue strade, ci si possa imbattere fino a 88 differenti nazionalità risiedenti.

Nato come nucleo residenziale povero e umile,Lavapiés ha conosciuto negli anni un’esplosione culturale senza precedenti, e, grazie all’incanto emanato dalla tipica atmosfera bohémien, si è convertita in meta indispensabile, attraente e affascinante agli occhi dei tanti liberi professionisti.

In Lavapies vi sono ben 107 strade arricchite di ristoranti e locali internazionali, bar e taverne, complessi teatrali con più di mille funzioni annuali, gallerie d’arte, circoli, cineteche.

Ma più di tutto dentro Lavapiés c’è Vita.

Il dinamico passato di questo barrio così animato non ne è da meno.  La storia racconta che in origine Lavapiés sia stato quartiere ebraico di Madrid e che il suo centro principale di azione e di riunione fosse la Sinagoga, trovatasi  sul luogo dove ora sorge la Chiesa di San Lorenzo. Nel XV secolo, dopo l’espulsione degli ebrei, alcune famiglie sono state costrette a convertirsi al cattolicesimo per poter continuare a vivere indisturbati.

L’intero processo di cristianizzazione ha portato alla denominazione di antiche strade in titoli religiosi come  Ave Maria, Fede, Amore di Dio, e a molte altre. È interessante poi notare come, a più di cinque secoli dopo, in questo peculiare quartiere culture diverse coesistano oggigiorno in armonia, ricche dei propri credi e di tradizioni singolari, usanze e costumi.

Ma è con  l’epoca del Medioevo che il quartiere inizia a modificare interamente facciata e a essere ufficializzato con il nome particolare con cui  si ricorda. Si dice infatti che nella piazza centrale del quartiere vi fosse una fontana in cui gli ebrei effettuavano abluzioni e si lavassero i piedi prima di entrare nel tempio. Da qui il curioso nome di  “Lavapiés. Bisogna inoltre sapere che i castizos di questo quartiere sono stati chiamati Manolos e Manolas, provenienti dal periodo ebraico , perché questo era il nome con cui molti ebrei furono battezzati per sfuggire l’espulsione del 1492.

Persino la topografia del quartiere è peculiare. Lavapiés è una delle aree di Madrid con pendenze elevate e pendii, data la sua strategica posizione geografica all’interno della città , poiché si affaccia su un terreno che è attraversato da ruscelli discendenti  verso il fiume Manzanares.

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Si racconta che dopo il suo passato ebraico Lavapiés sia stato catalogato come quartiere dal grave abbandono sociale,  ulteriormente illustrato e documentato da artisti e da scrittori del XIX secolo.

Dopo la guerra civile spagnola lo stadio di abbandono è cresciuto, e ciò si è riflesso sia nel deterioramento delle forniture di base per le case degli abitanti, sia nelle piccole curiosità pervenute, come per il caso della sorgente Cabestreros, che è stata conservata durante il periodo Franchista e che oggi simboleggia uno dei due riferimenti alla seconda Repubblica rappresentati in un monumento pubblico di Madrid (il secondo è dato dalla Fuente de la Cuesta dei ciechi, ai piedi della collina omonima che risale al Vistillas dalla strada Segovia).

Via via han preso piede nuovi progetti sociali e di collettività: le comunità giovanili, attratti dalla posizione atipica e dalle rinvenute possibilità economiche, hanno iniziato quindi a costruire prospettive di riqualificazioni e di rigenerazioni dell’intero quartiere.

Nel 1985, nel cuore di Lavapiés, nella via Amparo 83, è stato organizzato il primo  Centro Sociale autogestito. Attualmente si contano numerosi progetti di comunità alla stregua di questo primo spazio che per molti anni è stato solo un magazzino ed è ora un luogo di incontro e di riunioni, arricchito di un giardino e di un workshop di biciclette urbane; e proliferano sempre più  Centri Sociali Autogestionados– come la Tabacalera, la Chimera o FE1- tutti spazi organizzati in  forme di attività comuni come conferenze pratiche e multietniche per realizzare al meglio studi circa culture differenti e reciproche relazioni sociali.

Biblioteca UNED Escuelas Pias, ex convento cattolico
Biblioteca UNED Escuelas Pias, ex convento cattolico

Insomma, Lavapiés è senza dubbio il quartiere più multiculturale esistente nel centro di Madrid. Questo perché  la storia definita dal degrado, dall’occupazione e, infine, dal boom immobiliare ha permesso al barrio di passare dal presentarsi come tranquillo nucleo abitativo per persone anziane, al convertirsi nel  distretto con il maggior numero di case occupate nella capitale e di riparo per le persone con basso reddito e/o per gli immigrati,  per via dei prezzi storicamente più gestibili.

E sono proprio gli immigrati a costituire il tessuto sociale e punto forte su cui è basata l’intera Lavapies.  Qui si incontrano i migliori ristoranti indiani, arabi, cinesi, pakistani e turchi dell’intera Madrid, e ad ogni angolo  sembrerà di trovarsi una porzione di confine differente.

Impossibile non imbattersi in odori e profumi, spezie e incensi, tiendas etniche e tipici bazar ricchi dei mille tessuti colorati.

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Famose  sono anche le feste di San Lorenzo, tenute  nel mese di agosto e attrattive per  molti locali limitrofi. Tapapiés, un percorso internazionale di prelibate tapas , è divenuto un evento primario e imprenscindibile per la famosissima e invidiosissima movida madrilena.

Colori, essenze, creatività, arte, murales. Nel multietnico Barrio di Lavapiés ogni dettaglio sembra suscitare il nostro stupore, e lo stesso si trasformerà in un  ordinario e fedele compagno di mondane passeggiate tra le vivaci calles spagnole.

Se sei un artista, un anticonformista, uno spirito libero, un amante della curiosità e delle stravaganze, non esitare e fai come me: passa un’intera giornata a farti travolgere dalla pacifica convivenza delle diversità culturali di questa piccola porzione di area che racchiude un Mondo intero.

E magari poi vivici dentro e fatti  contaminare dal ricchissimo bagaglio multivariegato dalle fusioni eccentriche e dalle tante singolari energie.

Non te ne pentirai e non ne tornerai la stessa usuale persona, puoi scommetterci. E capirai che forse gli unici confini visibili sono i soli nella mente di qualcuno. Perché si, puoi dirlo forte, a Lavapiés la convivenza e l’integrazione  sono possibili.

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