Amelie Robi Poulain

“Mia piccola Amelie, lei non ha ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!”

Ok lo ammetto. Sono stata vittima della sindrome della Poulainite, e forse non ne sono mai uscita.
Amelie vede la vita come una deliziosa opera d’arte, ricca di dettagli infiniti e pieni di senso solo se gli stessi vengono interpretati con il cuore.
Quel cuore ingenuo e sognatore che ci invita a guardare alle cose con gli occhi da bambina per non cedere all’impatto tragico del reale.
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Ma il reale si scontra brutalmente con l’irrazionalità e con l’estrema fantasia della ragazza, la quale preferisce accantonare la triste monotonia di una Parigi ripetitiva quanto insensibile, per rifugiarsi in un mondo colorato e pieno di significato.

“Il mondo esterno appare così morto che Amelie preferisce sognare una sua vita in attesa di avere l’età per andarsene”

La fuga da ciò che non ci permette di volare, dalle banalità, dalle giornate fatte di lavori stressanti e alienanti, ma soprattutto da persone che non sanno discutere, né mettersi in gioco, né considerare per un momento l’ipotesi che la bellezza della vita sta nelle piccole cose, nei singoli gesti giornalieri e non in un ammasso di azioni cicliche e macchinose.

Amelie questo l’ha capito bene, ed, oltre a rappresentare l’emblema di un capolavoro cinematografico francese, rispecchia perfettamente quel mondo colorato e luminoso (e forse fin soltanto onirico) che ci aiuta a poter superare il tran tran infinito e veloce della società.

A lei non interessano frasi scontate o persone banali; non vuole dover cambiare per compiacere al mondo stereotipato, vive di piccole, fugaci  ma veritiere gioie e di altrettanto strazianti ma sincere delusioni.

Nel suo piccolo Amelie ci invita a coltivare quotidianamente uno spazio legato ai piccoli piaceri della vita, gli stessi che illuminano il presente, per cui vale la pena soffermarsi e per i quali poter godere di un po’ di innocua  ed esaltante dolcezza, in mezzo a quel trambusto senza fine che si chiama Vita.

amelie

Si, anche a me piace immergermi nei profumi, nei sapori, nelle canzoni, nei minuziosi dettagli di una fotografia, nei gesti compiuti e ricevuti, e cerco di non smettere mai di soffermarmi sul bello del presente.

Mi piace concedermi delle sane pause dal reale, sentire che la vita non è fatta solo di ‘do ut des’, ma di tante brillanti sfacettature sempre nuove, visibili solo a chi crede in una buona dose di sana magia.

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In fondo chi possiede Magia non necessita di trucchi né di sofisticate finzioni.

Non credete?




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