°Il mito di Horus e Seth°

La trasmissione del potere regale da padre in figlio era, nell’Antico Egitto, consacrata dalla leggenda e della disputa tra Horus e Seth.

Si racconta che un tempo Osiride fosse il re di tutti gli dei. Secondo una versione del mito, il fratello Seth, volendo usurpare il trono di Osiride, ne dilaniò il corpo in tanti pezzi, che sparpagliò per tutto l’Egitto.

La moglie di Osiride, Iside, insieme alla sorella Neith raccolsero ogni pezzo e, con l’aiuto di Anubi, lo ricomposero trasormandolo così in una mummia. In questo modo Osiride rinacque e divenne il dio dell’Alidlà.

Iside riuscì a farsi ingravidare dal marito e da questa unione nacque il dio Horus. Diventato adulto il dio falco Horus si scontrò con Seth per riottenere il trono del padre.

Gli dei, per porre fine alla diatriba, si riunirono in consiglio e Ra decise di chiedere alla dea Neith chi fosse il legittimo successore di Osiride.

La dea scelse Horus, che, da quel momento, divenne re, mentre Seth divenne il dio del deserto e dei paesi stranieri, simboleggiando così la lotta tra la fertilità della valle del Nilo e il deserto arido.

Horus è raffigurato con la corona doppia con testa di falco o di un falco solare alato, che serviva come emblema  di protezione delle porte e dei corridoi dei templi. Con suo padre, Osiride e Iside formarono la triade più importante nella mitologia egizia.

 

Horus Faucon
Musée du Louvre

Nell’ideologia regale egizia, ogni faraone che muore è Osiride, ed il figlio che gli succede al trono Horus.

 

Stele dedicata a Atum e Osiride dallo scriba regio, sovrintendente ai granai del Sud e del Nord, Amenhotep
Museo Egizio di Torino
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