Correte liberi

“Il tempo è un gioco, giocato splendidamente dai bambini” (Eraclito)

E’ da quando mi sono trasferita nella mia casina nuova che mi capita, sempre alla stessa ora, di poggiare le orecchie e di fissare lo sguardo alla finestra del mio studio e di scorgere un panorama bellissimo.

Non tanto perché da un piano così alto riesci ad osservare uno spazio di veduta che non credevi nemmeno possibile, quanto perché ogni giorno alla stessa ora sguazzano liberi e felici i bambini che si trovano nel giardino della scuola elementare sotto casa.

Così mi stoppo dal tran tran di mail quotidiane e osservo, come fosse un momento di sana meditazione e di meraviglia che tengo tutto per me: li vedo correre, liberi e spensierati, con il loro grembiulino e le scarpette spesso slacciate, e girano come ruote di una macchina che ha perso la traiettoria ma che continua a muoversi per inerzia, senza tregua.

E li senti, che urlano, ridono, cantano. Ed è un attimo: momenti che si fanno vividi, giorni che pensavi sepolti in qualche recondito angolo della tua mente, tutto torna e si fa chiaro. Inevitabile ricordare con sana nostalgia quei momenti così piccoli e felici della tua infanzia, quella cosa che ora ti sembra così pallida e remota.

E ci pensi, a quante corse sfrenate da lì a poco avrai dovuto affrontare, quante risate, quanti pianti, quante sbucciature di ginocchia. Una vita che sembra passare alla velocità della luce ma che di improvviso e di incanto sembra fermarsi a quelle risate spontanee che ti attendevano nell’ora di ricreazione, quando l’unico pensiero sarebbe stato quello di dove nascondersi bene per non farsi vedere nel gioco di nascondino.

Così mi prendo il tempo di vedere questi bimbi e di immaginarli liberi, senza freni, alle prime armi su ogni cosa, ma senza alcuna preoccupazione di quel che sarà- tanto ci penseranno più avanti- dico io.

E allora credo che, forse, per continuare a vivere con la gioia e la curiosità sana di un bimbo quella leggerezza non debba perdersi mai, che alla fine è proprio lì il segreto di una vita piena e serena.

E vorrei dire loro di non fermarsi durante una corsa con sbucciatura di ginocchia e di non piangere troppo per una possibile ferita, che si rimarginerà e che saranno altre le cose per cui piangere, quelle che ti piglieranno senza preavviso in un giorno qualunque; di non preoccuparsi troppo del compagno che ti dice che sei una bambina e che quindi conti meno, perché alla fine le tue corse saprai farle benissimo, e ci arriverai lo stesso, bimbo o bimba che tu sia, e magari li sotterrerai quei commenti con una proprietà di linguaggio ed un coraggio che non crederai neanche di possedere. Bisogna incassare, farsi il callo, ma non arrendersi nel walzer della vita.

Questo mi sentirei di dirvi, piccoli.

Correte liberi ed, anche se vi sembrerà lontano quel giorno, ricordate di non preoccuparvi troppo del domani, mantenete quella leggerezza e quella ingenuità che vi contraddistinguono, che il tempo per crescere e pensare alle conseguenze arriverà.

Ora bisogna solo giocare, buttarsi a terra e gridare un “Un due tre stella” senza sosta. La Vita poi, vi mostrerà tutti i punti del disegno che ora state solamente annusando.

Correte selvaggi e create rumore attorno a voi. Siate luce in un mondo di ombre.

Per il resto, c’è ancora tanto tempo.

Tramonto Correre - Foto gratis su Pixabay
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