Respectance, la rete sociale per i defunti

Cosa penseresti se ti dicessero che anche dopo la morte il nostro ricordo potra’ mantenersi attivo sul web?
Suona spettrale, ma e’ cosi’.
Parliamo della rete sociale piu’ famosa al mondo dedicata al mondo dei deceduti: respectance-300x240

Si tratta di una comunita’ di usuari che creano spazi personalizzati per ricordare una persona deceduta (di ogni genere ed eta’) attraverso la condivisione di un angolo di ricordi: la persona deceduta disporra’ di un piccolo profilo, e sara’ possibile allegarci immagini, video, testimonianze, pensieri e addirittura pezzi di storia vissuta.
Come rete sociale,inoltre, esiste anche la possibilita’ di creare gruppi o di unirsi a quelli gia’ esistenti, omaggiando parenti, amici cari, ma anche celebrities importanti.

Ormai le reti sociali sono insite in ogni momento della nostra vita, e, come si puo’ notare, perdurano anche dopo la morte stessa.

Quale sara’ il prossimo passo?
Magari la possibilita’ di potersi connettere con persone dell’aldila’ attraverso un semplice Click?

Nel mondo digitale, tutto e’ possibile.
Staremo a vedere, con decoroso silenzio e temuto riguardo. E con una forte nota di curiosita’.




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Marketing “Lo famo strano”

Personalmente adoro il marketing di guerrilla, e tutto quel che di creativo c’è.

Che ne pensate di queste stravaganti campagne pubblicitarie?

Alcune Vi saranno note, altre forse no. Sicuramente  non potranno lasciarvi indifferenti.

 

Non si può esaurire la creatività,

più ne usi, più ne hai.




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“Loving Vincent” e la vita di Van Gogh

Loving Vincent” sarà un nuovo avvincente film animato dedicato alla vita di Vincent Van Gogh, realizzato totalmente attraverso quadri fatti con tecnica ad olio su tela. L’animazione appare già spettacolare, ecco qui sopra il trailer.

Sarà un lungometraggio interamente dipinto su tela, realizzato mediante un progetto di crowdfunding attraverso l’utilizzo di tele dipinte da più di 40 artisti.

Loving Vincent- creato dallo studio cinematografico Breakthru Productions– attraverso un misto tra l’esperimento creativo, tecnologico e pittorico, racconta l’intrigante e misteriosa vita dell’artista olandese fino a giungere alla sua morte, avvenuta a soli 37 anni e per vicende tuttora poco chiare.

Un modo unico e rivoluzionario per raccontar la vita di un genio creativo che ha influenzato e ammaliato intere generazioni.




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Salvador Dalì e la sua Musa

Quando Salvador Dali incontra Elena Ivanovna Diakonova, donna sposata con Paul Eduard e madre di una bimba di dieci anni, lei è un anno più anziana,  – uno schema di famiglia classica dal quale la stessa vorrebbe fuggire – e si definisce amante del famoso artista Max Ernst. Gala abbandona rapidamente i due uomini per vivere la sua passione con il pittore spagnolo, sposandosi nel 1932. Diventa rapidamente la sua personale Musa – appare spesso nelle sue opere d’arte, mentre lui la trasforma in una icona vivente – oltre che sua agente e mecenate. E come amante? Difficile da comprenderne le dinamiche, sapendo che Salvador Dalì avesse affermato di essere ‘vergine’ e completamente impotente e che, dal canto suo, Gala non si intimorisse nell’aver reso pubblici i propri ‘affari’ con altri uomini . Nonostante ciò, a quell’epoca, entrambi sono profondamente innamorati l’uno dell’altro e, proprio nel creare il reciproco alfabeto romantico e nell’incoronare la loro storia d’amore, detta cerebrale più che fisica, risiederà la chiave del successo dell’eccentrico pittore:

Vorrei dedicarmi a Gala per farla risplendere , renderla il più felice possibile, prendermi cura di lei più di me stesso , perché senza di lei tutto sarebbe andato perso“.

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Salvador DALI in Cadaques.
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Salvador DALI, à Cadaqués.
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Original caption: 12/24/51-New York: Salvador Dali, surrealist painter, and his wife, Gala, arrive in New York, Dec. 24, aboard the Liner America. Dali, whose newly-regrown handlebars mustache is twirled by his playful spouse, returned to the U.S. after eight months abroad. The whimsical artist has had exhibitions in France, England and Spain. --- Image by © Bettmann/CORBIS
Original caption: 12/24/51-New York: Salvador Dali, surrealist painter, and his wife, Gala, arrive in New York, Dec. 24, aboard the Liner America. Dali, whose newly-regrown handlebars mustache is twirled by his playful spouse, returned to the U.S. after eight months abroad. The whimsical artist has had exhibitions in France, England and Spain. — Image by © Bettmann/CORBIS
20 Apr 1972, Paris, France --- Spanish surrealist painter Salvador Dali with his wife Russian model Gala, born Helena Dmitrievna Delouvina Diakonova. --- Image by © Marc Simon/Apis/Sygma/Corbis
20 Apr 1972, Paris, France — Spanish surrealist painter Salvador Dali with his wife Russian model Gala, born Helena Dmitrievna Delouvina Diakonova. — Image by © Marc Simon/Apis/Sygma/Corbis




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Accion Poetica

Sin Poesia no hay Ciudad..10593208_943226452358475_6707065053251801387_n 2 10153666_218370681689856_5349693112703309698_n 2 10152673_218370641689860_4643399577515046465_n 210152653_218372855022972_4636446851816297750_n 210151434_218375565022701_4630463447430004504_n 210151402_218375261689398_2884131939932487291_n 210150545_218375218356069_4175451772487112973_n 21454701_218382815021976_9216280486240112059_n 21384289_727005027313953_184362416_n 21239494_218371268356464_7624054345215480659_n 2485567_218371011689823_6225409917103956719_n 2999840_218372781689646_8801543483378862768_n 2883700_218373088356282_6813706016058259996_o 2249099_10151665393276974_111899988_n 210177426_219307478262843_8309566166136782123_n 210177936_218375115022746_2587681259827144689_n 210171088_218375158356075_1271639621037648203_n 210157378_218371295023128_3134865502268465150_n 21014457_218375385022719_6728788177463296526_n 21014293_218382591688665_8841587167647484948_n 2




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Sabes a que sirve el arte?

Beneficios del arte




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BOA MISTURA, QUANDO L’ARTE ILLUMINA INTERE CITTA’

Che l’arte, la pittura, la musica e la poesia aiutino a stare bene e a vivere felici, già si sa.
Ma che la cosiddetta ‘streetArt’, la famosissima arte inconvenzionale e nata quasi illegalmente, si faccia sempre più carico di invadere città degradate o quartieri malfamati trasformandoli in capolavori, forse non era a tutti noto.

Di streeArt ne esistono di tantissimi tipi, generi, materiali, e spesso prendono luce come manifestazioni ‘silenti’ contro alcuni principi della politica, primo fra tutti la proprietà privata, e si caratterizzano per farsi carico di messaggi di pace, di voglia di rivalsa, di rivendicazione dei propri diritti.

Si pensi a Banksy, il misterioso e irriverente artista inglese (almeno così si pensa), che è divenuto con gli anni una vera e propria ‘star fra le star’, un modello- mania che ha permesso a molti followers di seguire la sua irriverenza fatta di una nota satirica e antipolitica pervasa in tutto il mondo.
Quelli di Banksy sono messaggi autentici, crudi e profondi, e, come lo stesso ha citato, la chiave della sua StreetArt risiede proprio in questo concetto:
“Alcune persone diventano dei poliziotti perché vogliono far diventare il mondo un posto migliore. Alcune diventano vandali perché vogliono far diventare il mondo un posto dall’aspetto migliore” (Cit.)Banksy-Street-Art-2-e1330035449160
Vandali, così sono stati da sempre considerati, quasi come se l’arte avesse stadi di bellezza estetica da poter essere facilmente catalogata.
Eppure, da atti vandalici del genere si ha la sensazione sempre più forte e condivisa che possano nascere nuove speranze e nuove frontiere.
E oltre all’emblematico Banksy, tanti sono gli artisti crescenti nel panorama della StreetArt mondiale, troppi per catalogarli tutti.

Vorrei pero’ spezzare una lancia in favore di un gruppo di artisti emergenti e già da tempo promettenti: si fanno chiamare BOAMISTURA, dal portoghese “BoaMistura” e tradotto in spagnolo come “Buena Mezla”, “Buon mix”, a indicare la diversità etnica e culturale dei singoli componenti facenti parte.
Si tratta di un’equipe multidisciplinare con esperienza in arte di graffiti, nata unendosi a Madrid nel 2001: amici da una vita, hanno iniziato trascorrere le loro giornate tipo dipingendo piccole tele, poi zone nascoste di marciapiedi, di muri spogli, fino a riempire di colore metri e metri di soffitti nudi e senza “anima”, che da troppo tempo sfiguravano con l’animo vivo e brillante dei cittadini.

Si ritengono solo dei ragazzi amanti del colore e del bello, amano rapportarsi in estrema informalità e senza troppe regole- “Siamo amici da una vita–Sostengono i BoaMistura–passiamo i giorni dipingendo di qua e di là come ci viene, amando ciò che facciamo. Intendiamo il nostro lavoro come uno strumento per valorizzare la strada e quindi la città, e per trasformare in vincoli le relazioni con persone sempre nuove e differenti da noi. Sentiamo grande responsabilità per il nostro spazio ed il tempo in cui viviamo’’.

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Effettivamente è così: in Madrid c’è talmente tanto rumore che lo sguardo a volte si disperde, ma le pareti, se riesci a fermarti un momento ad ammirarle, parlano.
E parlano di gioia, di amore, di baci rubati, di atti inusuali, di desideri, di una integrazione etnica e sociale, e di molto altro ancora.
Messaggi leggeri, messaggi profondi, messaggi da decifrare e dalle molteplici sfacettature.
Quello che colpisce del lavoro di BoaMistura, forse più di tantissimi artisti altrettanto geniali, risiede specialmente nella loro incredibile capacità di gettare colore e vivacità nei tanti angoli dimenticati e trasandati dal grigio inquinamento delle grandi città.
Raccontano infatti di aver iniziato a dipingere sui muri presi da una forte voglia di cambiamento e stufi del triste grigio delle pareti della città che nulla aveva a che fare con l’opposta dinamicità dei Madrileni(perché si sa, lo spirito di Madrid è tutto fuorchè monotematico).
E così han fatto, combattendo lotte a colpi di spatola nei confronti degli agenti urbani che non hanno lasciato impuniti gli artisti , che han provveduto a denunciarli sul colpo con quella che sarebbe stata una multa davvero stratosferica.

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Eppure, come tutte le grandi meraviglie che senza ostacoli non ‘s’han da fare’, l’ animo ribelle boamisturiano è stato felicemente ripagato dal sostegno di troppi cittadini che si sono associati alla causa comune del ‘Madrid te quiero a colores’, spinti a testimoniare in difesa della simpatica e della innocua manifestazione dei giovani creativi.

“Perché considerarci vandali, se quello che vogliamo è veder tornare il sorriso di tanti concittadini che combattono ogni giorno battaglie già di per sé dure e incolori? Noi vogliamo aiutare la nostra gente a sentirsi più grata, allegra e riconoscente di vivere qui.”
E’ così che come in una storia a lieto fine la multa fu revocata, e BoaMistura ha iniziato il grande cammino verso la sua colorata e fantastica avventura mondiale.

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I progetti sono tantissimi, da colori, versi, suggerimenti per tenere a mente la semplicità delle piccole cose, a vere e proprie opere d’arte commissionate da Paesi sottosviluppati, che hanno rivisto in BoaMistura una luce nuova e una vera e propria bandiera al rinnovo e alla riqualificazione urbana.

Esempio di quanto la loro Streetart sia coscienza sociale lo si nota dai numerosissimi progetti oltreoceano, fra cui si ricordi quello del quartiere Colombiano “Barranquilla”, una zona degradata, caratterizzata dall’abbandono, dalla sporcizia e dallo spaccio di droga. Non vi era dubbio che per i BoaMistura quel quartiere mancasse di luce e di colore, così che han pensato bene di dipigere su di un muro decadente del barrio la scritta retroversa ‘’Magia – Realidad’’, dai toni intensi e vivaci, per confermare il fatto che magia e realtà fanno parte di una stessa medaglia che si alimenta reciprocamente.02-BARRANQUILLA_WEB_2-768x425

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O basti pensare al progetto realizzato alla splendida e bizzarra Havana, a Cuba, nel quartiere Romerillo, umile, autocostruito e che si rinventa giorno dopo giorno senza mai perdere il sorriso. BoaMistura ha pensato bene di sconvolgere il grande quartiere cubano dipingendo versi del poema di Samuel Feijoo, “No Se”, che più di altri avrebbe caratterizzato in modo impattante le radici così profonde del popolo cubano: ‘’mi raiz- es mi-vida/madre’’, si legge tra le righe, con parole sparse per ben 25 luoghi all’interno del grande barrio gettando così tracce di vivacità e fierezza tra gli abitanti.

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Altro significativo esempio di grande valorizzazione urbana e positività portate dalla streetArt Boamisturiana la si osserva nella favela di Sao Paulo, in Brasile.
Il gruppo di creativi venne qui invitato da parte di una famiglia brasiliana per la ricerca di un progetto che potesse dare una faccia nuova alle spoglie mura di collegamento fra denominate ‘vielas’ ,da sempre specchio di una realtà umile e povera, ma non per questo non dignitosa e meritevole di esprimere la sua peculiare bellezza.

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Mediante cinque semplici parole come “BELEZA”, “FIRMEZA”, “AMOR”, “DOÇURA” e “ORGULHO, le facciate sono state completamente ribattezzate e immerse di colore, prendendo vita attraverso un gioco fatto di termini carichi di coraggio e di speranza.
Questo progetto , come numerosi altri, sono stati prodotti con la copartecipazione degli stessi abitanti, che rendendosi attivi, si sono mostrati ancor più propositivi e orgogliosi delle opere artistiche dei madrileni, e la soddisfazione di entrambi è risultata raddoppiata.
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Ma il portfolio del gruppo di artisti non finisce qui, il loro studio è in continuo movimento, così come le loro opere e i progetti richiesti dagli stessi sindaci di quartieri sottosviluppati e degradati di tutto il mondo.

Lo sapevate che anche la nostra cara Milano ha subito l’irresistibile influenza della vivacità boamisturiana?
Si,perché con il titolo di “MIENTRAS HAYA VIDA HAY ESPERANZA” ,commissionato per il padiglione CIBUS di Expo 2015, BoaMistura ha voluto rappresentare a suo modo il tema della vita e della natura, riassumendolo con due parole fondamentali: Vita e Speranza, perché l’una non può esistere senza l’altra, in un ciclo continuo.

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In ogni modo la parola d’ordine che sembra sempre più farsi carico questa giovane e irriverente StreetArt è basicamente solo una: colore, colore e colore, con la speranza di irradiare di luce e positività il quotidiano di sempre.
Perché alla fine, si sa, una gettata di luce non ha mai sconfitto le tenebre, ma ha senz’altro contribuito alla ripresa di sogni che molto spesso si vedono calpestati dal grigiume che ci circonda e dal quale non sappiamo evadere.

Siamo ancora convinti che scrivere sui muri sia sempre e solo un atto vandalico?

Forse, se sappiamo distinguere la bellezza e la poesia dal maltrattamento e dal teppismo potremo apprezzare il significato di queste scritte, osservandole, incontrandole per caso, scorgendole fra un marciapiede e un angolo di un locale, e, sapendo guardare oltre gli schemi, potremo compiacerci del messaggio originario che volevano silenziosamente suggerirci, e magari sentirci un po più allegri e propositivi. Alla stregua di come facevano gli archeologi scovando segni dei primitivi sui muri di antiche caverne. Con sorpresa, curiosità, dedizione e senza limiti alla fantasia.

L’arte che porta simboli ricchi di significato. L’arte per stare meglio. L’arte per rendersi parte di una collettività, l’arte per sentirsi più fieri. Perchè se ci lasciamo far invadere dalla sua splendida magia, ne saremo abbagliati.

E questa a seguire sono io, altra delle tante vittime rimasta affascinata e non immune dalla genialità di queste piccole, grandi opere contemporanee a cielo , o meglio dire ‘a muro’, aperto.

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Perché in fondo no, genio e sregolatezza ci ricorda che non siamo pazzi per sognare ancora un mondo migliore. Un mondo che puoi cambiare tu stesso, da solo e insieme, per desiderarlo sensibile e felice, anche solo se per una goccia di colore in più.

Roberta Bussolati




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